Il potere. Aspetti. - Generazione di cultura, esperienze, racconti

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POTERE E POSIZIONE di R. Ajala (parte prima)
IL POTERE. LA PREMESSA
A volte viene da ragionare su alcuni argomenti complessi pur non avendo la conoscenza e la cultura più adatta e forse questa carenza fa analizzare i fatti più liberamente, senza preconcetti, senza gabbie mentali ma con la sola esperienza della constatazione. Probabilmente questa sarà un’analisi superficiale, poco salottiera, ma sarà un’analisi veritiera che viene dalla vita vissuta. Con questa premessa volevo far convergere l’attenzione dei lettori sul “potere” cioè quello stato di supremazia che nella nostra Società pone un individuo al di sopra di altri sia per gerarchia che per  forza economica, sia per formazione e conoscenza, sia per ideologia. In conclusione, ogni forma di potere ha per fattore comune l’affermazione dell’io e, è un dato di fatto, confluisce sempre in finalità economiche.
IL POTERE GRETTO
Il potere che nasce nel mondo del lavoro non può essere che semplicemente gerarchico e cioè dovuto alla posizione occupata. Sarà un potere gretto orientato al prodotto ed avrà nel suo sottofondo la difesa della posizione e dei suoi contenuti economici. Il potere gretto è un potere che finisce col cessare della posizione non restando nulla se non l’esaltazione di se stessi nel ricordo delle vicende vissute. Già il solo ingresso nel potere gretto è appagamento dell’ego e come tale penetra nel carattere delle persone, ne modifica la personalità alla ricerca di uno “stile” mai prima posseduto. Presto si diventa ciechi delle esigenze altrui, l’amico precedente non è più tale, si cancellano le esperienze comuni, si parla con l’io e non con il noi e se si parla con il noi quel noi vuol dire io. Nella inaspettata cecità non ci si accorge di essere solo strumento temporaneo di coloro che occupano posizioni superiori alla propria. Ma si fa tutto con “stile”, uno “stile” prima inesistente. Il potere gretto deve in ogni caso mostrare agli altri la propria capacità di realizzare obiettivi. Un datore di lavoro esercita potere, un capo-squadra esercita potere, un dirigente pubblico esercita potere. Sono poteri immediati e visibili. Solo la conoscenza può riscattare la persona dal potere gretto.
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