Templari. Breve storia. - Generazione di cultura, esperienze, racconti

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I TEMPLARI (la storia desunta da alcune letture)
Una curiosità storica molto dibattuta è relativa alle vicende di un Ordine di Cavalieri, definito dei “Templari” (protettori del Tempio), presente in Europa ed in Palestina dal 1120 per circa 200 anni. Sui Templari tutt’oggi vi sono analisi storiche controverse tra l’idealismo più spinto dei fondatori ed una deriva materialistica frutto del decadimento dovuto dalla caduta di Gerusalemme nonché all’ingresso, nel tempo, di nuove leve arroganti e spesso brigantesche.
Tuttora, dopo tanti secoli, la storia dei Templari viene esaltata come invece viene criticata, per alcuni storici è stata esempio di idealismo come invece da altri viene disprezzata per la decadenza con cui è finita. La verità è che sui Templari non esistono documenti certi che ne descrivano la storia, le gesta, i motivi dello scioglimento forzato e cruento voluto da Filippo di Francia e non certo ostacolato dal Papa.
L’Ordine fu creato in Francia da Ugo de Payens che concepì la figura del monaco-cavaliere, un’anima monastica con ardore militare, per la quale un’analisi odierna, e quindi fuori dal tempo, non potrebbe che giudicare impossibile. Colui che entrava nell’Ordine accettava sia regole monastiche, per le quali rinunciava ad i propri averi con obbligo di castità e dedizione, sia militare. Una contraddizione che però è durata circa due secoli.
E’ certo che creare un primo nucleo di persone convinte di questi ideali non sarà stato difficile sembra fossero solo nove, ma la diffusione rapida dell’Ordine nonostante i duri vincoli ideologici, la logistica, l’equipaggiamento individuale, il sèguito a servizio di ciascun cavaliere,  farebbe pensare al sostegno organizzativo di un’entità superiore, rimasta segreta nel tempo, capace di ampia disponibilità finanziaria e con diffusione trasversale alle Nazioni. Comunque si trattava di nobili perché i Cavalieri potevano essere solo tali e, come vedremo in seguito, il reclutamento di nuove leve per dare forza militare all’Ordine non giovò al rispetto di quelle regole così stringenti minando anche la compattezza morale tra i partecipanti.
In conseguenza della vittoriosa prima crociata, il compito dell’Ordine era di proteggere i pellegrini che si recavano in Terra Santa. Il progetto di Ugo de Payens aveva trovato benevola accoglienza del Re di Francia e del Papa per cui all’Ordine fu data ampia autonomia quasi a creare un piccolo esercito non soggetto alle regole del territorio ove permaneva. L’Ordine aveva una organizzazione economica e finanziaria molto attiva necessaria per il mantenimento dei cavalieri e le donazioni a suo favore furono immediate ed innumerevoli. In particolare ci furono cessioni di terreni coltivabili, lasciti testamentari e finanziamenti diretti tanto da poter creare una propria banca.  I Templari permanevano a Gerusalemme in forma stanziale avendo rispetto reciproco con il mondo islamico e la situazione durò fino a quando il Saladino non espugnò Gerusalemme ponendo fine alla loro funzione  per la mancanza dei pellegrini cristiani che ormai non potevano più recarsi in quei luoghi. Da qui avvenne la decadenza dell’Ordine che, lasciata la Palestina e senza proventi economici, doveva provvedere alle proprie esigenze e lo faceva con saccheggi a danno delle popolazioni. Fu Filippo IV di Francia (Filippo il bello) a decidere la cancellazione dell’Ordine con l’arresto di tutti i Cavalieri (Parigi, 1307) soggetti alla tortura e al rogo. Qualcuno dice che il motivo della decisione sarebbe stato il pericolo di avere all’interno un’armata che non era soggetta alle leggi generali, altri dicono che era perché ormai mancavano le ragioni dell’esistenza dell’Ordine e che vi era stata una deriva materialistica e violenta da parte dei componenti, altri citano il mistero del tesoro che si diceva fosse stato accumulato e che, se trovato e confiscato, avrebbe potuto risanare il deficit del Regno di Francia. Gli fece seguito il Papa Clemente V con una sua bolla di soppressione dopo aver creato una apposita Commissione che ne accertasse l’esistenza delle condizioni e trasferendo alla Chiesa i beni confiscati. Qui però avvenne un comportamento strano per cui ai Templari sottoposti ad interrogatorio davanti all’Inquisizione veniva chiesto di confessare alcune abitudini esecrabili nonché di abiurare al giuramento prestato. Bastava ciò per essere prosciolti per cui furono in pochi a restare sulle proprie posizioni finendo al rogo. L’ultimo Gran Maestro dei Templari fu Jaques de Molay il quale in un primo tempo si adeguò alla ritrattazione generale per poi ritornare sui suoi passi certo di finire al rogo, come infatti avvenne. Anche qui vi è del mistero. E’ come se Jaques de Molay avesse voluto prendere tempo in attesa che fosse compiuto un piano finalizzato ad un progetto importante come, ad esempio, il salvataggio del tesoro oppure il trasferimento del famoso Santo Graal. Non si sa. Comunque Jaques de Molay restò fedele ai suoi ideali e con il suo consapevole sacrificio salvò l’onore storico dell’intero Ordine. Si dice che alcuni Templari furono accolti nella lontana Scozia dove avrebbero riaffermato i loro ideali ritornando ai valori delle origini e questo avvenimento potrebbe essere stato il segnale a Jaques de Molay per attuare il proprio sacrificio.
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